Juve, la Signora della confusione
Esisteva una volta la Juventus. Vincente, lungimirante, incapace di esonerare un allenatore. Esisteva, appunto. Adesso è un’altra squadra ma, soprattutto, è un’altra società. Quelli che da molti vengono definiti i “nostalgici di Moggi” probabilmente sono solo nostalgici della competenza di Moggi; uno che di errori ne ha fatti molti, ma che di scelte azzeccate ne ha fatte ancora di più. Una proprietà forte e una società capace sono prerogative imprescindibili per ottenere successi importanti e i risultati della Juve di oggi sono lì a dimostrarlo. Tra John Elkann e Jean Claude Blanc non si sa chi sia il braccio e chi la mente delle ultime “geniali” trovate. Di sicuro, entrambi hanno tante idee e tutte molte confuse.
L’ultima ha portato all’esonero di Ferrara e all’ingaggio di Zaccheroni, il quinto allenatore diverso in quattro anni. La Triade, in dodici-stagioni-dodici, ne aveva alternati solo quattro. Il rapporto è inversamente proporzionale, così come lo sono stati i risultati, sempre tenendo ben presente che a una squadra distrutta da Calciopoli nessuno aveva chiesto Champions League o Mondiale per Club.
Adesso, comunque, è doveroso guardare avanti, sperando che Zaccheroni (il cui credo tattico è opposto a quello di Ranieri e Ferrara) risulti una scelta vincente. Impossibile fare peggio di quanto fatto fino ad ora, ma il futuro resta un’incognita. Zac ha firmato per quattro mesi, mentre Benitez, il favorito a rilevarne la panchina a giugno, costa un’enormità. Nel mentre, in 120 giorni abbondanti, di idee ne salteranno fuori almeno una dozzina. Tutte confuse, presumibilmente…

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